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La notte dei faugni e il simbolismo del fuoco

7 dicembre 2018

Ogni anno, all’alba dell’8 dicembre, ad Atri, in provincia di Teramo, si ripete l’antichissima tradizione popolare dei Faugni. Dal latino – fauni ignis – , cioè fuoco di Fauno, la festa è un rito nato da una tradizione pagana. Era, infatti, abitudine un tempo, nelle campagne, accendere i fuochi prima del solstizio d’inverno in onore di Fauno, dio della terra, protettore dei raccolti, dei pastori e delle greggi.

La cerimonia deriva dal culto, diffusissimo in tutta Europa fin dalla preistoria, dei fuochi sacri, che si levavano a cacciar via le tenebre ed il gelo dell’inverno. Un rito magico che si protrae sino ad oggi: dopo la benedizione del falò la sera prima, all’alba dell’8 dicembre alti fasci di canne, legati da lacci, vengono portati in processione per le vie della città sino a piazza Duomo. Qui vengono accesi attorno al grande falò, mentre la folla intona un ritornello dalle origini antichissime.

Nelle ore che precedono il rito, ovvero “la notte dei faugni”, è tradizione fare la veglia per l’accensione di questi fasci di canne. E’ il solstizio atriano, la notte più lunga dell’anno, vissuta dagli abitanti nella mistica attesa di una tradizione che si rinnova nelle taverne, nelle case e in ogni altro luogo d’incontro. Mentre fuori, la gelida notte, è scaldata dai camini e dal fuoco che attende di essere acceso, prima dell’alba.

Un corteo festoso, accompagnato dalla musica della banda e dai canti dei ragazzi, circonda i Faugni, “li Faégnë”, trasformandosi in veri e propri “fiumi di fuoco” per la città di Atri. In serata poi, dopo la processione, il tutto si conclude con l’accensione di due “pupe” dalle fattezze femminili che danzano al suono della musica e si accendono di fuochi pirotecnici. Dopo questo spettacolo, diffuso in tutto l’Abruzzo (ma che ad Atri assume una forma particolare per la presenza di due pupe e non una) ne segue un altro, con altri fuochi pirotecnici lanciati da particolari macchinari in legno, che rischiarano così la fredda notte di dicembre.

Nei secoli, con l’affermarsi del Cristianesimo, le feste popolari in genere presentano una consistenza di elementi pagani e cattolici fusi fra loro. Anche ad Atri l’originario rito pagano si è, infatti, mescolato a quello della festa cattolica per l’Immacolata Concezione di Maria. I fuochi della festa pagana, esercitano la loro funzione purificatrice, non solo per il buon raccolto, ma anche per togliere la comunità dai loro peccati.