Water festival, cambogia, eventrip

La festa dell’acqua in Birmania

13 aprile 2019

Alcuni la chiamano “Festa dell’acqua”, ma è più corretto “Thingyan” che vuol dire “passare da un anno all’altro”, ossia il capodanno dei buddisti. Una festa a colpi di gavettoni con secchiate d’acqua a più non posso. Un gesto simbolico che lava via la sfortuna e le cattive azioni compiute durante tutto l’anno. Per quattro giorni in Birmania è festa nazionale. Secondo la tradizione, l’ultimo giorno la gente libera nei laghi o nei fiumi i pesci salvati in precedenza dalla calura estiva. Tutto questo mentre i monaci buddisti – gli unici a non essere colpiti dall’acqua – celebrano i riti per l’inizio del nuovo anno. E’ un periodo in cui bisogna compiere buone azioni: gli anziani si recano ai templi per pregare e lasciare offerte, mentre i giovani rendono loro omaggio offrendo acqua e profumi. Con un gesto purificatorio gli abitanti dei villaggi lavano i capelli, cambiano abito e ripuliscono casa.

Il rito si festeggia in tutto il Paese, ma nelle zone maggiormente legate alla tradizione è consuetudine fare aspersione di acqua profumata, riposta all’interno di ciotole d’argento. La festa è la trasposizione del mito di “Ganesha”, il dio Indù raffigurato con una testa di elefante e con una sola zanna, il ventre pronunciato e quattro braccia, mentre cavalca un topo. La leggenda narra che Arsi, re dei Brahma, perse una scommessa con Sakra, re dei Deva, il quale lo decapitò e gli mise una testa di elefante (da ciò l’origine di Ganesha). La testa era così potente che il re ordinò che ogni principessa la portasse per un anno intero e per questa ragione ancora oggi con l’Anno Nuovo si ha lo scambio della testa tra le donne. I festeggiamenti si svolgono nel mese di aprile – che tra l’altro è uno dei più caldi in Birmania – anche se non è possibile definire la data precisa in quanto legata al calendario lunare.