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La “vecchia strina” scende dalla rocca, la festa dell’ultimo dell’anno a Cefalù

31 dicembre 2016

L’ultimo giorno dell’anno a Cefalù, in Sicilia, si ripete una tradizione molto antica: un gruppo di ragazzi scende a valle dalla rocca, la parte più alta del paese, trascinando barattoli di latta e ferro allo scopo di fare quanto più baccano possibile. Fanno seguito due strane creature, la “vecchia strina”, ossia la vecchia strega, e suo marito. La “vecchia strina” ammonisce i ragazzi di andare preso a letto, altrimenti non riceveranno nessun regalo.

Una vecchia tradizione questa, graditissima ai più piccoli, a cui vengono consegnati dei piccoli doni, segno di buon auspicio per il nuovo anno. Secondo il folklore, “a vecchia strina”,  la sera del 31 dicembre, porta doni ai bambini buoni, carbone e cenere a quelli cattivi (ripercorrendo il culto nei giorni di commemorazione dei morti in altre città siciliane). Nei giorni precedenti ai bambini si raccomanda di non fare troppo rumore perché “a vecchia strina du casteddu si ‘nna adduna” (la vecchia strega dal castello se ne accorge). Lei che, infatti, abita lì sulla Rocca sente e vede tutto. La sera della vigilia i ragazzi più grandi girano per le strade suonando “i rinali” (latte e vasi rotti), mentre ai bambini che vanno a dormire si raccomanda di tenere gli occhi chiusi se non vogliono che venga la vecchia strega.

La notte del 31 dicembre a Cefalù è la festa dei bambini: la notte  dell’ultimo dell’anno si accoglie l’arrivo della “ vecchia strina” con una folla che sfila, al lume delle fiaccole, per le vie della città, mentre l’attesa vecchietta distribuisce dolci e caramelle.