Celtic Connection, a Glasgow tra contaminazioni e folklore

14 gennaio - 31 febbraio 2016

Glasgow, Regno Unito

Musica, colore, calore, tradizione ed innovazione. Oltre 1500 artisti divisi in venues che si snodano in tutta Glasgow, abbracciandola dalle vie della Central Glasgow alle periferie più estreme della città. E’ Celtic Connections, ovvero il Festival della Musica Celtica, ma anche molto di più.

Il festival è dedicato alla musica celtica, suonata, ballata, arrangiata fino a renderla patrimonio di tutti, nelle varie location situate su tutto il territorio di Glasgow.
Ma il Festival, non è un festival chiuso ed autoreferenziale. Qui a Glasgow, si rimane rapiti se il sassofonista camerunense Manu Dibango, col suo repertorio afro-funk, jazz, soul, pop, hip-hop, svela come mai, ai tempi d’oro del soul a stelle e strisce, sia stato il primo musicista africano a rimanere mesi nella top 40 al fianco dei giganti dell’epoca.

Il giro del mondo in 18 giorni

Durante i diciotto giorni di musica e arte del Celtic Connections, ci si può imbattere nella galiziana Banda das Crechas, che con i fiati, banjo e percussioni richiama le corpose emozioni di La Coruna o l’intensso misticismo di Santiago De Compostela. Infine, ascoltando la “voce sinuosa” dei violini del Nordic Fiddlers Bloc (Anders Hall, Olav Luksengård Mjelva e Kevin Henderson, rispettivamente svedese, norvegese e scozzese doc) ben si comprende come la forza dell’evento sia la assoluta commistione di generi, stili e tradizioni.

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Tra Craig Armstrong e Angelique Kidjo

Questo è un piccolo frame dell’edizione 2014 e dei suoi protagonisti principali. La passata edizione, che si è tenuta dal 15 Gennaio al 1 Febbraio 2015, il cartellone è stato ancora più fitto e composito. Il 16 gennaio i Fairport Convention in un concerto alla Glasgow Royal Concert Hall insieme a Kevin Dempsey e Rosie Carson. Il 17 Angelique Kidjo con la Royal Scottish National Orchestra. Poi, il 20 gennaio, Eddie Reader, l’ex cantante dei Fairground Attraction, in concerto per la prima volta nella sua città (Glasgow) nella cornice del Celtic Connections. Senza dire di Craig Armstrong, dei Calexico e delle interessanti presenze nella sezione New Voices.

L’edizione 2016, che si terrà dal 14 al 31 gennaio, propone un calendario ricco di sorprese!

Celtic Connections

Gente di mare e di terra

Quindi folklore e contaminazioni. D’altronde non sarebbero scozzesi, gli abitanti di queste terre, se non fossero aperti alle commistioni. Nulla di più lontano dalla realtà è, infatti, il classico ritratto che si ha comunemente dello scozzese. Scostante, diffidente, solitario. Di vero c’è poco, in realtà.

Fieri si, ma mai chiusi, gli scozzesi sono “gente di mare e gente di terra”, abituati ad andare e a tornare, ma anche ad accogliere. Glasgow, poi, fa di tutto per convincere chi la visita che c’è più di un motivo per innamorarsene e ancora di più per tornarvi spesso. Per essere amata, non chiede particolari doni. Ma a chi si “contagia” chiede di assaporarne fin dall’inizio, stili di vita, modi di dire e di fare che la segnano dal 1457, anno della sua fondazione.

La scintilla che scocca

Una delle seduzioni principali che userà per incantarvi sarà quella della musica, e di quella celtica in particolare. Ma a chi se ne innamora, chiede in cambio di donarle un pezzettino dell’altrui cultura. Ecco, il gioco è fatto, e la scintilla scoccata. Questo “scambio di amorosi sensi”, si sostanzia da vent’ anni (con l’edizione del 2016 le candeline saranno ventidue) nel Festival della Musica Celtica.

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