Concurs de Castells, a Tarragona per le più grandi torri umane

4-5 ottobre 2014

Tarragona, Spagna

Concurs de Castells

Tarraco Arena Plaça. Tarragona. L’arena è completamente piena, intorno colori, gente, rumore e al centro il Castell, torre di uomini, donne e bambini, che prende forma sotto gli occhi, casteller dopo casteller, piano dopo piano. Un equilibrio precario che sfida le leggi di gravità per costruire torri alte fino a dieci piani. E’ qui che si svolge la più importante manifestazione del mondo castelliero, dichiarata dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità: il Concurs de Castells che ogni due anni, durante la prima domenica d’ottobre, travolge Tarragona e chiunque arriva fino a qui.

Le squadre, colles castelleres, ognuna vestita con i propri colori sociali, danno vita a un caleidoscopio di immagini e suoni. La costruzione procede al ritmo di musica: bande musicali, composte da timbal e gralle, accompagnano l’esecuzione dei Castells e ne sottolineano i momenti salienti. Alla base, si stringe la folla per sostenere la costruzione: la Pinya, che serve anche ad attutire le rovinose cadute del Castell, sempre in agguato in fase di smontaggio. Via via salgono i castellers: i primi a disporsi ai piani più bassi (Baix) sono uomini adulti, i più forti, che dovranno sorreggere il peso colossale di tutta la torre. Ha inizio la scalata: ragazzi e ragazze salgono sulle spalle dei compagni, nei piani superiori. Da ultimi, i bambini, i più leggeri e coraggiosi, si arrampicano velocissimi fino al Pom de dalt (il “pomo” superiore).
La tensione è massima ed il silenzio ora quasi surreale. Si scorgono i volti tirati dallo sforzo dei castellers e gli sguardi ansiosi dei vicini. Ci si chiede se e quanto il Castell potrà reggere. Poi si vede: una bambina, in cima, con il braccio alzato. È una frazione, pochi secondi: l’Enxaneta alza la mano verso il cielo, nel gesto dell’Aleta. Il Castell è coronato. Un applauso lunghissimo, liberatorio: la folla esulta, il Castell piano piano si smonta, ordinatamente. L’Enxaneta, uno scricciolo avvolto nel suo caschetto protettivo, corre in braccio alla mamma, che l’aspetta orgogliosa.

Il Concurs de Castells: il più grande spettacolo di Castells nel mondo

A Tarragona si consuma l’accesa rivalità tra le città catalane e si celebra e rinnova un rito secolare. Sono oltre due secoli, infatti, che in Catalogna i castellers si arrampicano uno sull’altro innalzandosi verso il cielo, al motto di “Forza, equilibrio, valore e giudizio”. Una tradizione che ha conosciuto, nel tempo, profonde trasformazioni: nata come esibizione folcloristica in occasione di feste religiose, ha progressivamente assunto il carattere di una vera e propria competizione sportiva, aprendosi all’ingresso di donne e bambini. È un mondo in costante evoluzione, quello dei Castells – le colle nascono, si fondono tra loro, si scindono o scompaiono – e in grande espansione: annovera oggi 7000 praticanti, che, suddivisi in 60 colle, “costruiscono” circa 16.000 torri umane all’anno.
I numeri del Concurs de Castells parlano chiaro: se nel 2010 partecipavano 14 colle, l’edizione del 2014, la 25a del Concurs, vedrà sfidarsi ben 42 colle, anche grazie alla collaborazione con il Comune di Torredambarra, sede del Concurs 7 (che parteciperà con 12 colle); l’evento si articola in tre giornate: il 28 settembre a Torredembarra (piazza del Castello di Torredembarra) e il 4 e 5 ottobre a Tarragona (Tarraco Arena Plaça).

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I sensi e la metafora della collaborazione
Il Concurs de Castells è innanzitutto una festa per i sensi. L’impatto visivo è tale da richiamare fotografi professionisti e semplici appassionati, che si sperimentano nella fotografia castelliera: laboratori e workshop di fotografia accompagnano ed arricchiscono la manifestazione. Ma questo è solo l’aspetto più folcloristico ed esteriore dell’evento. Il Concurs de Castells è essenzialmente una metafora della società umana e dei principi di unione e collaborazione che ne sono alla base. Se, infatti, la struttura fondamentale della costruzione, il Castells propriamente detto, è il Tronc (tronco), non meno importante è la Pinya, formata dalla maggioranza dei castellers con lo scopo di premere verso il centro per stabilizzare la costruzione, e di fare da ‘tappeto umano’ in caso di caduta. L’aspetto ludico e competitivo si fonde, così, con la dimensione sociale: sopravvissuti in un contesto sociale nettamente individualista, i Castells diventano quindi simbolo di unità, volontarietà e solidarietà.

L’espressione popolare fer pinya, che significa essere uniti, ancora oggi in uso in lingua catalana, dimostra quanto profondamente sia radicata nell’identità culturale dei catalani l’usanza dei Castells. Tanto radicata da essere divenuta strumento di lotta politica e rivendicazione autonomistica in occasione di una recente iniziativa, promossa un gruppo di organizzazioni civili catalane. L’8 giugno di quest’anno, più di 5.000 persone hanno costruito contemporaneamente, in otto capitali europee, 60 Castells al grido di “Catalans want to vote“, per chiedere venga riconosciuta la validità del referendum per l’indipendenza dalla Spagna, indetto dal governo regionale per il prossimo 9 novembre, che Madrid ha proibito.

In bici da Tarragona alle fattorie medievali
La tradizione dei Castells è così centrale nella cultura cittadina da aver meritato uno dei dodici monumenti castellieri presenti nella regione della Catalogna. Il Monument als castellers, scolpito da Francesc Angès i Garcia, e inaugurato nel 1999, campeggia, in tutta la sua imponenza (12 tonnellate di bronzo per 10 metri di altezza), nella Rambla nova, viale alberato nel cuore della parte alta di Tarragona. Tarragona città dei Castells, dunque, ma non solo. Tarraco scipionorum opus è una città di fondazione romana, nata nel III sec. a.C. e divenuta una delle più importanti basi militari in Hispania, nonché capitale provinciale. Questo florido passato è testimoniato da un importante complesso archeologico, riconosciuto come una delle sette meraviglie della Catalogna, per il quale nel 2000 Tarragona ha ottenuto dall’Unesco il titolo di Patrimonio Mondiale. Dei numerosi monumenti di epoca romana, il più suggestivo è senz’altro l’anfiteatro, che gode di una splendida vista sul mare.
Tarragona non è fatta solo di monumenti romani; si presta, anzi, ad essere visitata seguendo diversi itinerari, comprendenti siti, musei, monumenti collocati all’interno e fuori dalla città: dalle vestigia paleocristiane, passando per le testimonianze di epoca medievale, fino alla Tarragona moderna e ai suoi edifici modernisti. Non meno interessante il paesaggio e il patrimonio che circonda la città: acquedotti romani, fattorie medievali, cupole moderniste, torri di difesa contro i pirati berberi, cave rocciose, orti, paesi che sembrano Castelli, cale e resti di baracche di doganieri. Il tutto fruibile attraverso un’estesa rete di antichi sentieri, dotati di segnaletica e percorribili a piedi, a cavallo e in bicicletta.

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Foto: Laia Marín, XXV Concurs de Castells

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