Le lanterne nel cielo notturno di Taiwan

22 febbraio 2016

, Isola di Formosa

Ogni anno, alla fine del Capodanno cinese, la piccola cittadina di Pingxi, incastonata tra verdi montagne a un’ora da Taipei, si riempie di bellezza e poesia. Il quindicesimo giorno del primo mese del calendario lunisolare cinese (che nel 2016 cade il 22 febbraio) si celebra, in questo centro di Taiwan, lo Sky Lantern Festival: centinaia di migliaia di persone, provenienti da tutto il mondo, si incontrano e affidano alle lanterne volanti il compito di accogliere e recare in cielo preghiere, sogni e speranze.

Nelle giornate del Festival delle Lanterne, Pingxi si trasforma: il paese di neanche cinquemila anime è invaso da una folla brulicante, che si riversa nelle stradine e nel binario della ferrovia che taglia la città. Persone di tutte le età e nazionalità sono impegnate nel comprare le lanterne e scrivervi i propri desideri: c’è chi scarabocchia, chi dipinge con maestria e chi rischia la vita, lanciando le lanterne dal centro dei binari.
Le lanterne, di ogni colore e dimensione, riempiono le vetrine; ogni colore ha un significato, spiegano i commercianti: l’arancione rappresenta la ricchezza, il rosso i festeggiamenti, il bianco la salute e il rosa l’amore e l’amicizia. L’ampio spazio, dove si faranno i lanci collettivi, si riempie sempre più. La calca, le telecamere, i maxischermi e i musicisti non lasciano presagire l’atmosfera rarefatta e incantata del momento in cui, all’unisono, migliaia di lanterne si alzeranno in volo, stagliandosi contro l’oscurità della notte di Pingxi, illuminata solo dai bagliori dei flash fotografici. Alle sei e mezza il primo lancio: per tre volte, si ripete la magia. Per tre volte, si assiste allo straordinario spettacolo del cielo che prende fuoco, punteggiato da innumerevoli luci che galleggiano leggere nell’aria.

Collocata nel nord dell’isola, la cittadina di Pingxi possiede caratteristiche geografiche che ne fanno il luogo ideale in cui assistere allo spettacolo del volo delle lanterne. Qui c’è un bassissimo livello di inquinamento luminoso, legato alla scarsa densità di popolazione dell’area (solo 2.400 abitazioni in un’area di 71 ettari). Inoltre, l’alto tasso di umidità dell’area (più del 75%) scongiura il pericolo di incendi nel caso in cui la lanterna atterrasse prima che la candela si sia completamente consumata.

Le origini del Festival: miti e leggende
Il Festival delle Lanterne appartiene all’antica tradizione cinese e, per questo, la sua nascita si confonde in numerose, diverse leggende. Tra queste, una delle più accreditate lega le origini del Festival alla celebrazione della conclusione del periodo di buio invernale e alla “capacità della comunità di muoversi nella notte grazie all’ausilio di luci fabbricate dagli uomini”, ovvero le lanterne. Altri miti riconducono la nascita della festa all’iniziativa dell’imperatore della dinastia Qin Shi Huangdi, rivolta ad invocare la benevolenza di Taiyi, divinità celeste manipolatrice dei destini umani o alla celebrazione del compleanno di Tianguan, dio della fortuna taoista, che cade il quindicesimo giorno del primo mese lunare. Il Buddismo, infine, ascrive la nascita della festa alle processioni delle lanterne all’interno dei templi e alla simbologia della luce, che rappresenta il potere irradiante del Buddha e della sua parola sull’oscurità del mondo.

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Lo yuanxiao e i sapori di terre lontane
Parte integrante del Festival delle lanterne è la sua tradizione culinaria: durante il Festival, una delle attività principali che vedono coinvolti i taiwanesi sono le riunioni conviviali in famiglia, durante le quali si prepara lo yuanxiao, che del Festival riprende il nome. Si tratta di un piatto tipico, a base di farina di riso glutinoso, la cui introduzione viene datata alla fine del primo millennio d. C, durante la dinastia Song.
Della ricetta esistono numerose varianti: di base, dall’impasto di farina di riso si ricavano piccole polpette, ripiene all’interno, che possono essere bollite, fritte o al vapore. Le varietà locali annoverano ripieni dolci e salati, con e senza carne. Zucchero bianco, zucchero di canna, sesamo, noci, fiori di osmanto secchi, petali di rosa, scorza di mandarino zuccherato, pasta di fagioli rossi o di giuggiola possono entrare nel ripieno.
Ciò che non varia è la forma rotonda delle polpette, che rappresenta la solidità familiare e lo stare insieme: il concetto di rotondità e dell’insieme sono, infatti, strettamente legati nel pensiero cinese. Ciò, peraltro, trova riscontro nel nome stesso del piatto, chiamato anche Tang Yuan, e pronunciato in modo simile a Tuan Yuan, che significa “riunione dei membri della famiglia”.

Nei dintorni di Pingxi e fino a Taipei
I distretto di Pingxi, circondato dalle catene montuose Xueshan, Fushi e Nangang, offre uno scenario di incomparabile bellezza. Imperdibile il paesaggio delle cascate Shifen, immerse in una vegetazione lussureggiante, lungo il corso del fiume Keelung: soprannominate le “piccole Niagara di Taiwan”, con i loro 20 metri di altezza e 40 di ampiezza, sono le più grandi cascate di Taiwan. Poco distante, la Siguang Pool, nella stagione delle piogge, si anima di piccole e grandi cascate, che possono essere ammirate dall’osservatorio del centro turistico.

Le bellezze naturalistiche non esauriscono le attrazioni di Pingxi e del suo territorio, che vanta anche un ricco patrimonio storico – culturale. Diversi sono gli itinerari seguendo i quali ci si può avventurare alla scoperta di quest’area: in treno, lungo la linea ferroviaria Pinxi Line, si attraversa la valle del fiume Keelung, incontrando ponti, tunnel, ruscelli e cascate. La tratta collega le sei stazioni di Dahua, Shifen, Wanggu, Lingjiao, Pingxi, e Jingtong, costruite intorno ai primi del ‘900 per il trasporto del carbone, dove si trovano alcuni luoghi di interesse storico: al trasporto ferroviario è dedicato a Jington il Railway Story Museum, mentre la recente attività estrattiva dell’area è testimoniata dal Coal Mining Memorial Park di Jington, e, a Pingxi, dalla Shid Pit (la più larga e profonda miniera di carbone di Pingxi) e dal Pingsi Guesthouse of Taiyang Mining Company.


Le miniere di Pinxi

Dimenticate la pace e la tranquillità dei paesaggi montani e le atmosfere “vintage” dei villaggi del distretto di Pingxi, ci si immerge nella frenetica Taipei, metropoli con più di sette milioni di abitanti, sofisticata e vivace. Dominata sul lato settentrionale dalla mole del vulcano Yangmingshan, offre numerose attività e attrazioni: si può contemplare la più grande collezione di arte cinese al mondo nel Museo Nazionale del Palazzo, passeggiare lungo i sentieri del Parco Nazionale di Yangmingshan, rilassarsi nelle calde acque sulfuree del complesso termale di Beitou, osservare lo skyline di Taipei dalla terrazza panoramica del grattacielo Taipei 101, divenuto in pochi anni l’icona della città, visitare i templi cinesi di Longshan, il più antico luogo di culto taoista della città, Baon e il tempio di Confucio, dove ogni 28 settembre si festeggia l’anniversario della nascita del grande filosofo, assistere al cambio della guardia al Mausoleo dei Martiri della Rivouzione e molto altro ancora.

L'AEREO PER TAIWAN

 

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