Il Festival di Musica Sacra a Fez in Marocco

Dal 6 al 14 maggio

ⴼⴰⵙ, Marocco

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La musica ponte di dialogo tra culture: il Festival di musica sacra – “Festival des Musiques Sacrées du Monde” – consacra da oltre un ventennio la città di Fès a capitale culturale del Marocco. A Fès, patrimonio universale dall’Unesco nel 1981, artisti di tutto il mondo si ritrovano in una rassegna creata allo scopo di incentivare il confronto fra tradizioni, persone e popoli. Dal 6 al 14 maggio 2016, per la 22esima edizione, gruppi musicali, cantanti e orchestre si alterneranno sulla scena in quello che è diventato un appuntamento imperdibile per le anime musicali d’Oriente e d’Occidente: variopinte note culturali che ritrovano un’unica voce all’interno della splendida cornice poetica offerta da Fez.

I luoghi del festival e l’anima spirituale

Un altro modo di concepire il mondo al di fuori dell’economia globalizzata esiste: basta recuperare la spiritualità insita nell’universo e la musica sacra è una delle strade possibili da percorrere. Fez, luogo di scambi ed incontri, è una delle quattro città imperiali del Marocco, insieme a Marrakech, Rabat e Meknes. Ma rispetto alle altre conserva ancora l’anima spirituale unica e riservata, che rivive di luce propria in occasione del Festival, tra i vicoli e le piazzette della Medina.
Il Festival di musica sacra è una kermesse che richiama parecchi turisti e cultori della musica: in media ogni anno agli eventi principali partecipano circa 60mila persone. Cori e orchestre di ogni tipo si esibiscono per oltre una settimana nel centro storico di Fez e negli spazi all’aperto: un’ottima occasione per visitare un luogo simbolo della cultura araba, andalusa, ebraica e berbera. Senza dimenticare la città vecchia, Fez el Bali, coacervo di oltre novemila vicoli e stradine.
Non solo artisti di fede islamica: il Festival si apre ad altre culture e al mondo intero. I concerti più importanti si svolgono nel pomeriggio negli spazi del Musée Batha e la sera davanti a Bab Al Makina, la porta monumentale posta all’ingresso del Palazzo Reale e nella piazza Mechouar, teatro delle cerimonie ufficiali. La manifestazione propone inoltre diversi eventi gratuiti come mostre, incontri, concerti e spettacoli più piccoli in altri luoghi della medina come i giardini del Dar Tazi e di Jnan Sbil e nella Piazza Boujloud.

 

La 22esima edizione e le donne fondatrici

Ogni edizione si sviluppa attorno ad una tematica: quest’anno il festival è dedicato alle Femmes fondatrices”, le donne fondatrici. Il programma 2016 esplora le differenti sfaccettature dell’universo femminile. Sagge, poetesse o eroine, questa 22esima edizione del Festival celebra il femminino al di sopra di ogni cosa. Si parte con “A Sky full of Stars: International Premiere”, un omaggio alle donne del mito, da Sheherazade alla Regina di Saba, interpretate da donne di diversa nazionalità e accompagnate da un’orchestra. Le donne del Marocco hanno segnato da sempre la storia del loro Paese e giocano un ruolo importante nell’avanzare del progresso.
Da Kenza El Awrabiya, sposa di Moulay Idriss, che si pone all’origine del processo di unificazione tra la componente amazighe o berbera e quella arabo-musulmana, fondamento dell’identità marocchina, sino a Fatima Al Fihriya, promotrice de “l’Université Al Quaraouiyine”, la prima in Marocco aperta anche alle donne, sono molti gli esempi di donne che hanno lottato per l’indipendenza e l’affermazione dei propri diritti, come l’istituzione del Codice per la famiglia, istituito nel 2003 proprio alla forza di alcune marocchine.

 

Tra cori, hip-hop, meditazione e sufi-night

Il Festival di musica sacra è una rassegna che spazia anche tra diversi generi come quelli più “tradizionali” del Coro Regionale di Fez sino all’hip-hop di H-Kayne, alternando momenti di meditazione e spiritualità. Anche l’Italia sarà protagonista a Fez 2016 con “Officina Zoè”, rappresentazione di canti di donne sull’amore, il lavoro e la guerra. Verrà omaggiata anche la musica sacra persiana e quella indiana, ma anche i ritmi africani della Maloya. Tra le guest star del Festival le percussioni di Hindi Zahra, l’anima della profonda Africa di Oumou Sangaré e quella del vero Marocco con Batoul Marouani e Samira Said. Si esibirà anche la National Opera Orchestra del Cairo in un omaggio a Oum Kaltoum, la “Stella dell’Oriente”, tra le più celebri e amate cantanti di tutto il mondo arabo.
Ogni anno, dal 1994, il programma si arricchisce di diversi elementi offrendo un esauriente quadro delle componenti di musica sacra attualmente esistenti. Ma durante la kermesse non si fa solo musica: performance artistiche e teatrali si alternano a profondi momenti di dibattito e confronto, ripercorrendo le stradine di Fez a ritmi sconosciuti, tra giovani talenti e ospiti internazionali. Immancabile anche quest’anno Fez dà spazio al dibattito: tre gli incontri in programma quest’anno al Forum di Fes, tutti incentrati sulla figura femminile, il suo ruolo nella società di ieri e di oggi. Questo Festival introduce inoltre un concetto nuovo, quello di dedicare ogni edizione ad un Paese amico: il 2016 è l’anno dell’India, scelta per la sua storia millenaria da Mille e Una Notte. Tra gli altri eventi in programma ancora un percorso alla scoperta delle Fontane di Fez: ognuno, guidato dall’app del proprio smartphone, andrà appunto alla scoperta di queste fontane, accompagnato dalla musica di alcuni artisti locali.

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Tra gli appuntamenti del Festival da non perdere le “sufi night”, eventi posti al termine delle serate come momento di spiritualità e convivialità. Il sufismo è la forma di ricerca mistica tipica della cultura islamica: proprio nel cuore della medina questi concerti, aperti a tutti, danno un esempio della ricchezza culturale di Fès e della sua poliedrica dimensione artistica.

La medina offre esempi architettonici unici da visitare come le moschee, gli hammam e le “madrase”, le scuole coraniche. La medina è un labirinto di vicoli stretti, alcuni dei quali percorribili solo a piedi, dove si aprono slarghi con mercati o souk di ogni tipo. Qui, tra le ceramiche e le tipiche babouches nasce e risiede l’eccellenza dell’artigianato locale. Famose in città sono le concerie a cielo aperto: per giorni la gente lavora, immergendo piedi e non solo, nelle vasche colorate, usate per pitturare le pelli di animali. Per godersi lo spettacolo basta andare in uno dei negozi del souk e fare capolino. E non preoccupatevi di dover necessariamente acquistare qualcosa: quasi sempre, alla fine della contrattazione – pratica quasi d’obbligo – vi verrà offerto una tazza di tè, aromatizzata magari da profumatissime foglie di menta.

 

Una città crocevia di popoli ed esperienze

Grazie alla qualità degli artisti ed ai temi affrontati nelle scorse edizioni, il Festival si distingue dalle altre kermesse musicali per la sua missione universale di pace tra i popoli. La manifestazione alterna a concerti tavole rotonde, appuntamenti artistici e riflessioni filosofiche per ribadire la centralità del Paese come intermediario di dialogo tra Oriente e Occidente. Tanto che l’ONU, nel 2001, ha proclamato il Festival di Musiche Sacre del Mondo come uno degli avvenimenti più importanti e fondamentali per il dialogo tra le civiltà.

A Fès , che fu per secoli centro politico ed intellettuale del Marocco, non si consuma soltanto cultura, ma si crea esperienza e coscienza di un’esperienza artistica ogni volta sempre nuova. Con una storia di più di mille anni alle spalle, Fès è una delle più grandi città pedonali al mondo, dove asini e muli si contendono lo spazio tra i pedoni. Una città che ha sempre in serbo una sorpresa dietro l’angolo e che incarna un magnifico esempio di coesione sociale. Nonostante la presenza di un alto indice di povertà, infatti, le persone sono amabili e cordiali, soprattutto con gli stranieri. Tra i vicoli e i souk della medina non si può non assaporare la gioia, la musica e l’odore di tutte quelle spezie, osservando da vicino la maestria degli artigiani intenti nella lavorazione di bronzo, rame, legno, stoffa e pelle.

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