Holi Festival of Colours, in India per la festa dei colori

marzo 2017

New Delhi, India

Holi Festival of Colours, India, eventrip

Maschere di polvere colorata ricoprono i visi della gente che, come d’incanto, s’illuminano alla luce: un caleidoscopio di colori che ricorda uno dei tanti esempi di action panting di Jackson Pollock. Sprazzi apparentemente senza senso che, di anno in anno, mischiati tra di loro, creano una stupenda tela, ogni volta tutta da comporre. Il giorno successivo alla prima notte di luna piena del mese di Phalgun – che segna l’inizio della primavera – in molte regioni dell’India si festeggia una delle più antiche ricorrenze della mitologia indù, l’Holi Festival of Colours. Conosciuta anche come Festa dei colori, adulti e bambini aspettano tutto l’anno l’arrivo del festival, che si tiene sul finire della stagione invernale, in genere tra febbraio e marzo (il prossimo sarà il 24 marzo 2016). Migliaia di persone lanciano una polvere colorata chiamata “gulai”. Un gesto di libertà per rendere un po’ meno grigia la vita quotidiana. In questa speciale ricorrenza le caste del sistema indiano perdono valore: tutti sono uguali. Per un giorno ogni cosa sembra essere concessa: una tavolozza infinita di colori si adagia così, a volte con irruenza, altre con delicatezza, sui vicoli delle città, sulle strade dei villaggi, sui volti della gente. Un grande arcobaleno umano, virtualmente senza fine.

 

L’accensione del falò e l’omaggio alla tradizione

Tutto il Paese si veste a festa in occasione dell’Holi Festival: le piazze dei mercati brulicano di attività, s’intravedono cumuli di polvere colorata, già da qualche giorno ammassata agli angoli delle strade. E mentre i più giovani si inseguono a colpi di pistola d’acqua, le donne ai fornelli preparano i piatti tipici della tradizione come il gujiya, il mathri ed il papri. L’Holi o Spring Festival segna l’arrivo della stagione primaverile, ma anche della speranza e della gioia. Coloro i quali sostengono che la festa tragga origine dai cicli stagionali credono che la maligna dea Pootana rappresenti l’inverno e la sua morte, quindi, la fine del freddo.

Il rito risale a diverse centinaia di anni prima della venuta di Cristo. Agli albori si trattatava di una cerimonia particolare praticata da donne sposate che chiedevano alla luna piena (o Raka) felicità e benessere per le loro famiglie. Nel corso del tempo, tuttavia, il significato stesso del festival ha subito cambiamenti.

Diverse le leggende che si legano ad Holi, come quella del demone King Hiranyakashyap, che pretendeva di essere adorato dai suoi sudditi. Il re aveva un figlio, Prahlad, che divenne un devoto di Lord Vishnu: per questo il sovrano volle che fosse ucciso e chiese a sua sorella Holika di dargli fuoco. La storia narra che Prahlad fu salvato dallo stesso Lord Vishnu grazie alla sua estrema devozione e si ordinò che Holika venisse bruciata, sino ad essere ridotta a cenere. Da allora la gente, alla vigilia dell’Holi Festival, accende un falò – chiamato “Holika Dahan” – per celebrare la vittoria del Bene sul Male. Lo stesso termine “holi” significa “bruciare”, quindi il falò simbolicamente serve ad allontanare gli spiriti maligni, in omaggio ad Agni, dio del Fuoco. Le ceneri lasciate sono considerate sacre e la gente le applica sulla fronte perché si crede proteggano dalle forze del male.

Nel sud del Paese si segue un’altra tradizione, quella di Kaamadeva, dio dell’amore e della passione secondo la mitologia indiana. La leggenda narra del grande sacrificio della divinità che rischiò la propria vita per evocare Lord Shiva dalla meditazione e salvare il mondo. Molto popolare è anche la leggenda dell’orco Dhundhi, che era solita dare fastidio ai bambini del regno di Raghu e che alla fine fu scacciata dalle marachelle dei piccoli nel giorno di Holi. Ancora oggi i più giovani continuano ad organizzare scherzi e a lanciare insulti contro Dhundhi durante Holika Dahan.

Il giorno successivo, poi, la gente si ammassa nelle strade per il rito principale dell’Holi: il lancio di acqua e polveri colorate. Uno spettacolo che anche un grande artista come Steve McCurry, con i suoi scatti, è riuscito ad immortalare per sempre. Tanti sono gli innamorati che colorano i loro compagni/e, così come fece Lord Krishna con la sua Radha per renderla simile a lui. E’ inoltre usanza fare uso di “bhang” (un derivato dalla pianta di cannabis) per stimolare ulteriormente lo spirito di Holi: meglio però non esagerare viste le sue proprietà allucinogene. Questa sostanza viene di solito consumata insieme a bevande tipiche, come il “thandai” o il “pakoras”, mentre la gente continua a danzare tutta la notte al ritmo di “dholak”, cantando canzoni popolari a squarciagola.
Il rito dei colori, chiamato “Dhuleti”, viene praticato soltanto per far festa: la tradizione è molto diffusa nelle zone di Mathura and Vrindavan, ma anche in Maharashtra e Gujarat. Infine la sera, dopo la baldoria, la gente incontra amici e parenti per scambiarsi auguri e regali. Si dice che lo spirito di Holi incoraggi il senso di fratellanza nella società e i nemici depongono le armi in questo giorno di festa.

 

Il significato di una festa, che è anche rito

Il blu dei frutti di bosco, il marrone delle foglie di tè, il magenta dalle radici, il giallo dai crisantemi: tutti i colori usati in occasione dell’Holi Festival sono ricavati da prodotti offerti dalla natura.
Qualunque sia il mito collegato ad Holi, questa celebrazione rassicura le persone sul potere della verità e della morale contenuti in essi, aiutando la gente a seguire una retta condotta e a credere nella virtù di essere onesti, allontandosi sempre da ogni forma di male. Ad aiutare in tal senso è anche il periodo dell’anno in cui Holi viene celebrato, quando è tutto un fiorire e le persone aspettano l’arrivo del raccolto.

Holi Festival of Colours, India, eventripHoli aiuta a rafforzare il senso di appartanenza alla società ed anche per questa ragione pure i non-Hindu prendono parte ad una festa così colorata e gioiosa. I bambini sono i protagonisti indiscussi, i primi ad applicare i colori sui visi di mamma, papà e amici. I colori possono essere facilmente acquistati al mercato, ma sono in molti quelli che preferiscono prepararli a casa, dai fiori di “tesu” e “palash”, oppure dal “gulal”, da cui si ricavano dei colori molto brillanti. Ma il Festival non è solo per bambini: anche i più anziani vengono contagiati dall’atmosfera generale di festa, dimenticando per qualche ora le barriere sociali imposte dall’età e dalle convenzioni. Musica, danze, bevande e cibo: ogni cosa è consumato in eccesso per Holi.

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Regione in cui vai, Holi che trovi

In un Paese come l’India, culturalmente e geograficamente frastagliato, l’Holi Festival è celebrato ovunque, ma ogni volta sempre un pò diverso. Nel Nord, in particolare nel cosiddetto Triangolo d’oro del circuito turistico (Delhi, Jaipur e Agra), è molto più gioioso rispetto al Sud, che si caratterizza invece per la solennità dei suoi rituali. Tra i più particolari c’è quello dello Jaipur: qui, alla vigilia di Holi, si tiene una parata di elefanti colorati che marciano al ritmo di danze popolari. E’ solo nelle regioni della Mathura, Vrindavan, Barsana e Nandgaon – luoghi associati con la nascita di Lord Krishna – che, tuttavia, è possibile immergersi nel vero spirito della festa. Ad esempio a Barsana, durante l’Holi – che qui si chiama “Lathmaar Holi” – le donne sfidano gli uomini di Nandgaon a prendere parte alla festa in modo abbastanza “violento”: trascinano infatti gli sfortunati prigionieri, malmenandoli e costringendoli a vestire abiti femminili. Tutto ciò nello spirito di Holi.

La tradizione più bella, oltre al gioco di colori, è però quella della rottura di una pentola con siero di latte, appesa in strada. Gli uomini formano un’enorme piramide e chi è in cima deve rompere la pentola. Tutto ciò mentre le donne continuano ad intonare canzoni della tradizione, gettando secchi di acqua. Alcune storie dicono che Lord Krishna fosse così goloso di latticello che era solito sottrarlo dalle abitazioni del villaggio: per nasconderlo le donne furono così costrette a posizionarlo in qualche punto alto dell casa.

Esistono tante altre tradizioni legate ad Holi, ma ciò che non cambia mai è lo spirito della festa, che rimane sempre uguale, ovunque si vada. Purtroppo, ad onor di cronaca, è necessario dire che Holi, come altri Festival, ha subito l’influenza dei tempi moderni, divenendo molto più commercializzato e persino fonte di inquinamento ambientale, viste le sostanze usate per la produzione dei colori. In ogni caso non ha smesso di avere un certo appeal anche fuori dai confini del Paese, anche grazie alle varie comunità indiane, salde nei loro valori e tradizioni anche all’estero. L’Holi è infatti celebrato anche in alcune città europee, soprattutto tedesche: da Berlino a Dresda, Hannover e Monaco, un sentimento di collettività ed euforia ha unito migliaia di persone. Dalla Germania al resto d’Europa e non solo il passo è stato molto breve: e così ogni anno, una grande nuvola colorata unisce il cielo di questo strano mondo. E “la vita torna a colorarsi”, come recita un detto.

 

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