In Lapponia cercando l’aurora boreale

da ottobre a marzo

, Finlandia

aurora borale, lapponia

Giungerà di nuovo la luce dell’aurora. Anche quest’anno tra ottobre e marzo, la madre di Boreo, Zefiro, Euro, Noto, i quattro venti, e moglie di Astreo. Anche quest’anno la si potrà vedere nel cielo boreale. E se si vuole seguire davvero il percorso della luce, se si vuole cercare di afferrare qualcosa di così elusivo come lo spettro di un’onda, se si vuole cercare di tracciare con lo sguardo il tragitto di quei fotoni, allora si deve essere disposti a partire, lasciarsi il nostro panorama abituale, le nostre temperature rassicuranti e medie, il nostro io mediterraneo e raggiungere la Lapponia, la terra più adatta ad accoglierla, neppure una nazione, ma uno spazio geografico e dell’anima.

 

Tra le Faraoe e Rovaniemi

Per vedere la luce verde, il posto migliore è di certo l’arcipelago delle Faraoe in Norvegia. Ma sempre in Norvegia, anche a Tromsø, Alta, Svalbard e Finnmark la visione è sublime. In Svezia poi, una vista incredibile dell’aurora la si può cogliere dall’Abisko National Park. E chissà, magari approfittando del periodo natalizio si può andare a Rovaniemi, a circa 800 chilometri a nord da Helsinki, dove si potrà incontrare davvero Santa Claus, scambiarci qualche parola, e di persona consegnarli finalmente quella lettera.

 

L’arrivo della luce nell’albergo di ghiaccio

Da Rovaniemi a Luosto, poi, sono due ore di macchina. Qui l’Hotel Auora Chalet possiede un servizio di Aurora Alert che ci consentirà di non perdere nemmeno un minuto dell’evento. Ma per chi si vuole mettere di più alla prova, per chi vuole cercare davvero quel legame con la terra, sono stati aperti venticinque hotel di ghiaccio in Svezia a Jukkasjärvia. Suites interamente ricavate da 1600 tonnellate di acqua e neve. Qui ha forse più senso che in ogni altro posto. Attendere allora l’arrivo della luce, sperando che questa si faccia viva. Sì, perché non ci sono garanzie di vederla in un viaggio di tre o quattro notti.
Tra i paesaggi lapponi lontani, sulla curva dell’orizzonte, occorrerà saper sperare e sostare. Quella differenza di lunghezza d’onda che l’occhio registra come alternarsi di colori, deciderà di farsi viva proprio nei giorni in cui noi siamo lì? È tutto vero quel che si racconta, o è soltanto un’esagerazione di foto digitali ritoccate al computer e uplodate su siti di condivisione per un maggiore sharing? Santa Claus esaudirà davvero il nostro sogno di bambini-adulti, ora che siamo venuti sin qui, dopo averlo incontrato, dopo aver compiuto più di 3000 chilometri, ingenui e sentimentali, soltanto per vedere l’eco di una luce?

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Gli igloo di vetro sul lago di Lehtojärvi

Senza dubbio, ci sono più possibilità di non perdersi l’evento se si decide, dal 30 novembre 2015 al 31 marzo 2016, di raggiungere la spiaggia del lago di Lehtojärvi, a Rovaniemi, e dormire all’interno di un igloo in legno con il tetto in vetro. Qui c’è un vero e proprio villaggio, circondato da un boschetto di pini. Lo spazio è sufficiente per dormirci, con 20 metri quadrati se si sceglie di andare in due oppure 33 metri quadrati fino a quattro persone. È chiaro, qui tutto è costruito non per guardare dentro, ma per guardare fuori.

Il letto è dotato di un sistema di motorizzazione che permette di spostarlo agevolmente nel punto migliore per osservare il cielo. Il vetro del tetto, grazie ad un sistema elettrico, non disperde il calore. I mobili sono per lo più scuri, in modo da non generare riflessi fastidiosi. Basterà premere poi un bottone per attivare un servizio di allarme, ed essere svegliati se dovesse sopraggiungere la luce dell’aurora. Allora basterà rimanere a letto, nel tepore di quei 20 metri quadrati e godersi lo spettacolo.

Eppure la prima notte non accade nulla, così anche la seconda, e proprio quando il nostro cinismo da metropoli sta per rimettere le mani sul timone del nostro sé, quanto ti convinci di nuovo che Santa Claus non esiste e che, nei fatti, ancora non hai imparato ad essere grande, eccola arrivare, in quell’approssimarsi che solo il mondo femminile possiede. Che tu sia sulle Faraoe o a Luosto, che tu sia a Tromsø o all’Abisko National Park, si rimane incantati a guardarla. Non soltanto per i colori, che per lo più sono sul verde ma c’è anche del giallo e qualche accenno di violetto, ma per i suoi movimenti. E per una ventina di minuti nulla di più, tranne una sbavatura di rossetto sul volto dell’universo.
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