Notte di Valpurga, in Svezia per l’inizio della Primavera

notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio

Stockholm, Svezia

stoccolma, santa valpurga, svezia

C’è sempre un motivo per partire e lasciarsi tutto alle spalle. C’è sempre un motivo per raggiungere una meta lontana, per spingersi, noi mediterranei inclini al sorriso, fino a quel mondo rovesciato e meditabondo che è il Nord Europa. Ci sono sempre ragioni per grandi o piccoli rivolgimenti. Ma una notte più di ogni altra. Un tempo e un luogo su tutti: la notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio in Svezia. La notte di Valpurga. Un tempo era il rito pagano in cui le streghe uscivano allo scoperto. Adesso è la celebrazione della conclusione dell’inverno e l’arrivo della primavera. Ci si riunisce attorno a enormi falò, si sta tutt’insieme a fissarli nell’ampiezza di una valle, ci si diverte seguendo le mille peripezie celesti dei fuochi d’artificio. Ma non è tutto qui.

Tra Stoccolma e lo Skansen

È la notte in cui ci si lascia alle spalle l’inverno, le ore del buio rovinoso, i giorni della gravità dei doveri, il tempo ordinario degli uffici, per guardare in avanti, alle promesse di una nuova stagione e all’arrivo della luce. Non c’è un luogo preciso. Ogni piccolo villaggio della Svezia celebra l’evento, dai piccoli centri sino alle metropoli. Anche a Stoccolma la festa non si riduce in un unico punto e si svolge in tanti luoghi.
Uno dei più celebri e coinvolgenti lo si raggiungere facilmente salendo sulla linea 44 dell’autobus che porta allo Skansen, il maestoso museo-parco all’aperto, primo al mondo dal 1892, che riproduce l’intera nazione svedese in miniatura, sull’isola di Djurgården. La festa dura tutto il giorno, dal primo pomeriggio, con protagonisti giovani gruppi di studenti, fino a sera. Si comincerà dalle 15.00, quando si potrà partecipare alla marcia di innumerevoli studenti per le stradine del parco. Dalle 15.45 fino alle 16.30, canti, balli, e cori fino alle 16.30. Dalle 16.30 alle 21.00 è prevista una pausa, tutto il tempo quindi per fare anche un giro panoramico del fantastico museo, prendendo il trenino che parte da piazza Bållnäs. L’accensione del falò è poi prevista per le nove di sera.

I libri di Eventrip



 

L’origine del nome

Scrive il filosofo franco-algerino Jacques Derrida che l’origine di un evento non è mai pura e trasparente, unica e facilmente individuabile, ma sempre mista e, almeno, doppia. Anche le origini di questa festa non si localizzano in un sola cultura e in un solo luogo. Il suo nome deriva infatti da una badessa inglese di nome Walburga, nata nel 710 d.c, che, dopo aver studiato nel Wessex, per gran parte della sua vita ha vissuto in Germania, tentando di trasmettere lì la parola cristiana. Durante quello che viene definito Alto Medioevo, il giorno di commemorazione per la sua santificazione veniva celebrato il 1 Maggio. Così la notte di vigilia passò sotto il nome di Walpurgisnacht, appunto, Notte di Valpurga. Successivamente il nome è stato reso popolare dalla letteratura di Johann Wolfgang von Goethe, che nel suo celebre Faust, intitola un capitolo Walpurghisnacht. Precedentemente il 1 maggio era il giorno “Philippi Jacobi”, in onore del ricordo dei due apostoli.

 

Verso Uppsala e i piccoli centri

Uscendo un poco dalla capitale, si può festeggiare la primavera prendendo un treno e raggiungendo, con una ventina di euro in circa 40 minuti, la città universitaria di Uppsala dove gli studenti gareggiano su imbarcazioni costruite da loro, ci sono orchestre che suonano e pic-nic per tutto il giorno, e si chiude la serata con il coro che invita all’arrivo della primavera all’interno del castello della città. Ma è nei centri più piccoli, nei villaggi più solitari, che la festa dà il meglio di sé. Dalla piccola e rocciosa isoletta di Grinda, dal 2000 divenuta riserva naturale, alla cittadina di Vaxholm. Dalla complessa Nynäshamn, le cui spiagge sono particolarmente adatte ad un ottimo surf e allo stesso tempo dove si potranno visitare rovine dell’epoca dei Vichinghi e chiese del 1100, sino alle scogliere di Ljusterö.
Sarà perché in questi piccoli centri si ha l’impressione di cogliere di più di questa terra straniera, una delle nazioni con la più basa densità di popolazione per chilometro quadrato al mondo, negli avvallamenti perimetrati solo da steccati e dove il paesaggio è chiazzato unicamente da case in lontananza. Si ha l’impressione di avere un rapporto più intimo con se stessi, difronte al sali e scendi delle fiamme. Guardandolo, seguendo con gli occhi la soffice tensione del crepitare del legno che con probabilità si tratterà di conifere, difficilmente di larici, numerose in Siberia, ma forse più certamente saranno betulle, il fuoco appare come la forma più originaria che riusciamo ancora a conservare. Come se possedesse la capacità di purificarci dal passato.

La primavera che arriva e il movimento della Terra

La Terra, che per 365 giorni l’anno si sposta a circa 30 km al secondo intorno al sole, ora si posiziona con il suo asse di rotazione perpendicolare alla direzione dei raggi solari. Poi attende una qualche microscopia inumana attesa, in quelle dimensioni che solo l’universo può percepire. Poi l’arrivo dei raggi solari. La terra è ora piegata sul suo asse di circa 23 gradi rispetto al piano della sua orbita. Nello spazio regna un buio ormai sedimentato, con una posatura di giorni, solitudine, e silenzio, quando ecco che accade quel miracolo che è in ogni nuova fioritura. La luce e la vita.

 

I cori e il costume sociale

La festa è diffusa in ogni città e villaggio e ovunque, quasi come un miracoloso, si ascoltano quasi le stesse note. Ed è come se un grandissimo coro, il più grande di tutto il mondo, cantasse proprio per noi, proprio in Svezia, proprio questa notte. Perché il canto, la tradizione corale, in Svezia non è solo un passatempo individuale, ma una costume sociale. Un’usanza più che un hobby. Tra i più antichi, il coro maschile di Orphei Drangar, Robert Sund, Olle Persson, Gunnar Backman & Folke Alin che cantano Traditional Swedish Songs of Spring and Summer. Pare che le origini di questo coro risalgano addirittura al 1853, quando una dozzina di ragazzi del college si riunì nel Hotel d’Upland di Uppsala per cantare le note del compositore e poeta Carl Michael Bellman.

 

La libertà degli studenti

La festa non è solo il tempo dei falò e delle famiglie, ma anche della libertà degli studenti dopo gli esami. Sventolano i loro berretti bianchi, simbolo della festa, con le braccia tese in alto, perpendicolari alla troposfera, idealmente anche loro in linea con l’asse della terra. Poi ci si riverserà tutti per strade e stradine. Tra urla e sgomitamenti. Nell’allegria che solo attraverso l’uscita dalla complessità invernale del proprio sé e qualche boccata di birra possiamo raggiungere.

 

Il 1 maggio e quel che permane

Con il concludersi di quella incredibile notte, tutto però non si esaurirà. Perché Il 1 maggio, a Stoccolma, si continuerà con altre feste e parate. Ci sarà ancora un altro giorno per dare il benvenuto alla primavera.
Eppure, anche se continueremo a festeggiare il giorno dopo, anche se saremo ancora a cantare l’arrivo di una nuova stagione, permarranno l’odore e il ricordo dei colori di quella notte, sulla rovina di tutto, scaturigine, ancora una volta, di verdi ricordi e nuovi colori.

Vola in Svezia

© RIPRODUZIONE RISERVATA