Le notti bianche di San Pietroburgo, un sogno che è realtà

fine maggio-inizio agosto

СПБ, Russia

E mentre tutto intorno continua a girare il sole sta lì, dietro all’orizzonte, stagliandosi su un cielo plumbeo e dalle tinte pastello. E’ un continuo ronzio di voci, musiche e parole, tra musei e negozi ancora aperti, in una città che non dorme mai: sono le Notti Bianche di San Pietroburgo, simbolo di questa fredda, ma vivace metropoli russa. Da fine maggio a inizio agosto si assiste ad uno spettacolo speciale in città: per quasi due mesi l’anno, lì su al Nord c’è sempre luce, anche se il momento clou si raggiunge il 21 di giugno, il solstizio d’estate, quando il giorno, dalle 4 alle 22, dura quasi diciotto ore. Le Belye nochi, così come le chiamano i russi, immergono la città in un bagliore perlato che dura tutta la notte. Sembra quasi di vivere un sogno ad occhi aperti: lo spettacolo che si ammira in cielo con i suoi particolarissimi giochi di luce, il silenzio quasi irreale di una città iperattiva, tutto contribuisce ad accrescere il fascino di quest’evento. San Pietroburgo è un luogo da fiaba, con la luce del sole che si muove pigramente nel cielo, trascinando la città in un’aura di magia.

La gioia di vivere e i sognatori

In questa tiepida estate il tramonto e l’aurora si confondono, fino a brillare della stessa luce. Suoni indistinti di gente si mescolano con quelli delle sirene delle chiatte del fiume Neva: è da poco passata la mezzanotte, ma il giorno è ancora in corso. Il sole in estate non sembra tramontare mai, sta lì, quasi come un gigante indisturbato, e lo si può vedere riflesso sui tetti delle case, sulle acque dei canali, mentre i suoi raggi vanno ad infrangersi contro l’orizzonte, dipingendo il cielo di mille sfumature. Anche gli edifici e i palazzi sembrano rinascere, colorati da un sottile raggio di nuova vita. Migliaia di gente si riversa per strada in un valzer ininterrotto di allegre e spensierate risate. Si dice che il tempo condizioni molto l’umore e sarà forse vero considerando che, proprio in questo periodo, oltre alla città, a trasformarsi sono anche i suoi abitanti, tutti più felici e gioviali: è la Radost zhizni, la gioia di vivere. C’è chi preferisce passeggiare, chi stare in compagnia di un amico fino a tarda notte: l’importante è socializzare. Sono quelle le vie, le piazze, i luoghi dove, per citare Dostoevskij, “vivono strani uomini, i sognatori”. Ed é lo stesso sole di mezzanotte, fonte d’ispirazione per tanti artisti. Saranno stati in molti quelli che, come il protagonista de Le notti bianche, sempre per riprendere il grande scrittore russo, delusi dal mondo e pieni di illusioni, hanno trovato pace alla sola luce del crepuscolo, lungo i canali di San Pietroburgo. Magari avrà trovato come lui l’amore oppure, più semplicemente, avrà ammirato quegli splenditi paesaggi, ritratti così sapientemente dalla penna di Pushkin nel poema Il Cavaliere di Bronzo. Ed è così che la notte, terra del mistero, si unisce al giorno: il grigiore invernale lascia il posto ad un’atmosfera ammaliatrice. In questo paese fiabesco i riflessi rosa del cielo notturno illuminano magicamente lo spazio infinito del delta del Neva e dalle sue rive, dai suoi canali, sui parchi e sulle facciate sembra di poter scorgere l’incanto di queste notti ed elevare la nobile anima della città al di sopra della vita quotidiana.

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La luce solare notturna e le bellezze architettoniche

Nel periodo che segna il passaggio dalla primavera all’estate, l’inclinazione dell’asse terrestre rispetto all’orbita della Terra intorno al Sole fa sì che, a latitudini superiori a 66.5°, il sole non scenda mai sotto l’orizzonte per non più di 9°, non facendo tuttavia mai mancare la sua luce crepuscolare. A San Pietroburgo, posta al 60° parallelo, questo fenomeno si ripete ogni anno, ma non è qualcosa di unico, dal momento che caratterizza tutte le regioni che si trovano ad un’elevata latitudine, come le capitali scandinave. Le notti bianche si possono ammirare anche da altre località russe situate alla stessa latitudine o anche più a nord, come Murmansk, la più grande città del mondo situata all’interno del Circolo Polare Artico. Solo qui, a San Pietroburgo, però si crea quella stupenda commistione di luce solare notturna, bellezze architettoniche e amenità dei paesaggi che rendono così magico e suggestivo questo periodo dell’anno in tutto il mondo.

Il Veliero e la battaglia sulla Neva

Nei giorni, e nelle notti, di questo fenomeno naturale molti sono i festival a tema. A partire dal torneo internazionale di badminton Notti Bianche fino alla maratona Ergo White Nights, che si corre il 28 giugno, ogni occasione è buona per far festa. E lo sanno bene gli studenti che, sempre in questo periodo, festeggiano la fine della scuola superiore con un grande concerto, nella suggestiva piazza del Palazzo d’Inverno. Immancabile poi il festival Alye Parusa (Vele scarlatte), con centinaia di migliaia di persone che aspettano sulle rive del Neva l’ingresso del grande Veliero dalle vele rosse, simbolo della festa. Al suo passaggio, col vento in poppa, il Veliero è salutato da un spettacolare gioco pirotecnico. Le Vele scarlatte è l’evento più antico e popolare: risale al periodo del secondo dopoguerra e nasce come omaggio alla favola Scarlet Sails di Alexander Grin. Dopo una spettacolare battaglia di pirati sul Neva, la nave dispiega le vele di color rosso sangue, così come quello narrato dal racconto da cui trae spunto. Questa manifestazione è divenuta simbolo dell’intero festival, in grado di richiamare circa un milione di persone da ogni angolo del mondo.

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Nell’incanto dei canali e dei ponti

A San Pietroburgo, la Venezia del Nord, è davvero entusiasmante passeggiare alla luce del crepuscolo per le eleganti vie del centro. Sono molti i turisti che accorrono per assistere ad uno degli eventi tipici, legati al periodo delle notti bianche come l’apertura dei ponti sulla Neva. Molto largo, ma altrettanto corto, il Neva è il fiume che attraversa la città, insieme ad altri 93 corsi fluviali minori e canali, per un totale di quasi 400 ponti. Il Dvortsovij Most, di fronte all’Hermitage, è uno dei ponti simbolo di San Pietroburgo. Durante la bella stagione, insieme agli altri 21 ponti mobili della città, quando il fiume Neva non è più ghiacciato e torna ad essere navigabile, si apre per lasciar passare le navi. Passeggiando lungo il Neva si incontrano musicisti, giocolieri, mangiatori di fuoco e artisti di ogni sorta fino a tarda notte. L’apertura dei ponti, tutti impreziositi ed abbelliti con le luminarie, è un appuntamento imperdibile: dall’1 alle 4 circa è un continuo sali e scendi di leve, che regalano un’attrazione irresistibile, con insoliti punti di vista sulla città. Ogni ponte si alza e si richiude ad orari prestabiliti dopo la mezzanotte e bisogna tenerlo presente se non si vuol correre il rischio di rimanere bloccati, visto che per molte zone rappresentano l’unica possibilità di collegamento.

L’architettura, il balletto e le boutique

Fondare una città sulle paludi del delta di un fiume, per di più esposta ai freddi venti del nord, deve essere stata un’impresa per Pietro il Grande, che sembra abbia posto le prime pietre proprio nel mese di maggio del 1703. Probabilmente stregato dai paesaggi paradisiaci regalati dalle notti bianche, sconosciute nella Russia centrale, l’intento dello zar era quello di dare all’Impero russo un’affascinante finestra sull’Europa. Per questo chiamò a corte i più famosi architetti dell’epoca – italiani – che progettarono gli edifici seguendo un preciso schema architettonico. Ammirandola dall’acqua, magari in un giro sul battello, la città patrimonio Unesco dal 1990 offre alcuni scenografici scorci che consentono di portare alla ribalta certi tratti di alcuni edifici simbolo come: il Palazzo d’Inverno, la Fortezza di Pietro e Paolo o l’enorme cupola dorata della Cattedrale di Sant’Isacco.

Hermitage

Non può poi di certo mancare una tappa all’Hermitage, oggi tra i musei d’arte più ricchi al mondo, con circa 3 milioni di opere suddivise in 400 sale, visitabili lungo un percorso di quasi 24 chilometri. A San Pietroburgo ha sede anche uno dei tempi della danza e della musica, il Teatro Mariinski, che ha consacrato icone del balletto russo come Anna Pavlova. Poco distante da piazza delle Arti sorge il cuore pulsante della città, la Prospettiva Nevskij, dove le facciate di edifici nobili come Palazzo Stroganov nascondono boutique, cinema, caffè e librerie. La si riconosce subito perché è quella che – come scrisse Gogol – “non appena la imbocchi senti odore di passeggio”.
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