La Sartiglia in Sardegna e l’emozione senza tempo

dal 7 al 9 Febbraio 2016

Oristano, Italia

Tante sono le immagini che la Sardegna evoca in tutti coloro che hanno avuto l’occasione e il privilegio di incontrarla e gustarne i sapori. Tante quante solo una terra antica, ferma nel tempo e nello spazio, può regalare. Pensare alla Sardegna, infatti, fa pensare a una miniera ricca di preziosi. Miniera come luogo di unione tra la natura più profonda e la capacità umana di farne tesoro. Miniera come spazio lontano, isolato, ma al tempo stesso ordinario, quotidiano. Miniera, infine, come metafora appunto di ricchezze che possono essere colte e scoperte non fermandosi alla superficie ma scavando e andando oltre i limiti dei percorsi più noti e battuti.

La Sartiglia di Oristano è uno di quei tesori preziosi e nascosti. Una delle sorprese e meraviglie inattese per chi ha voglia di conoscerla e esplorarla nel profondo, in ogni senso e direzione. La Sartiglia, che quest’anno si svolgeràdomenica 7 e martedì 9 febbraio 2016 e sarà la 551esima edizione secondo la numerazione ufficiale che inizia il conteggio dall’anno 1465, è una manifestazione equestre spettacolare e suggestiva. Si svolge per le vie del centro di Oristano dove sfilano e si sfidano cavalieri in costume che lanciano i propri destrieri in uno sfrenato galoppo per infilzare con una spada una stella d’argento appesa lungo il percorso. La Sartiglia, d’altronde, deriva il suo nome dal castigliano Sortijia, a sua volta proveniente dal latino sorticola, ovvero anello, ma non è solo una tipica corsa all’anello, quanto piuttosto un evento suggestivo nel quale convivono elementi religiosi, pagani, militareschi, propiziatori, ludici e celebrativi.

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L’evento come guida per le strade della città
Il percorso della Sartiglia è già di per sé una vera e propria visita guidata della città. La festa prende forma e si muove per le vie di Aristanis (Oristano) antica città medievale, storico capoluogo del Giudicato di Arborea, e luogo ricco di bellezze architettoniche e culturali. Dopo la Vestizione il corteo si reca presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta, Duomo della Città, uno dei più importanti edifici religiosi dell’Isola, per poi volgere verso il convento di San Francesco (chiesa duecentesca) e attraversare la Piazza Eleonora, dominata dalla statua dedicata alla sovrana Eleonora D’Arborea. Si prosegue ancora passando per la possente Torre di Mariano II, detta anche Porta Manna, vestigia di antiche fortificazioni per approdare alla Via Mazzini fuori dall’antica città murata per la galoppata delle pariglie dei cavalieri che si dipanerà ulteriormente per le vie e le piazze di Oristano.

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L’evento è composito e articolato, come ogni manifestazione che affonda le radici nella storia millenaria. Scandito da precise fasi secondo un programma codificato e reiterato, ha le origini che risalgono al tardo Medioevo e all’uso comune in Spagna esteso poi in gran parte dell’Europa del tempo di organizzare, da parte dei Sovrani e dei Signori locali, spettacoli e tornei cavallereschi per intrattenere le popolazioni, festeggiare nascite di eredi o prese di possesso di cariche nobiliari, esibire i risultati di particolari addestramenti militari o, ancora secondo altre ipotesi, per “favorire” la buona sorte nei raccolti e nella produzione di ricchezza.

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Sa Sartiglia: la corsa delle Paroglie (foto: Fondazione Sa Sartiglia)

Dalla vestizione alle pariglie
Ciascuna giornata di Sartiglia si apre con la lettura del Bando che invita tutti i cittadini ad assistere alle giostra equestre e dopo il passaggio del cosiddetto Annullo Postale si arriva alla fondamentale fase della Vestizione de su Componidori. Dopo la visita alla casa del presidente del Gremio, il Capocorsa viene accompagnato in una sfilata alla quale partecipano tra gli altri le Massaieddas, giovani ragazze in costume e Sa Massaia Manna, la donna che officerà al cerimoniale, fino alla sede deputata per la Vestizione.
Un cerimoniale denso di tensione e sacralità, scandito dai suoni delle launeddas, dagli squilli di tromba e dai rulli di tamburi in un crescendo che arriva fino al momento della posa della maschera sul volto del Componidori, attimo in cui avviene la trasfigurazione dell’uomo in idolo o semidio.
Il Componidori appare alla folla festante e benedicendola si pone a capo dei 120 cavalieri e del corteo diretto alla Cattedrale dove avrà luogo la Corsa alla Stella. E’ questo il momento in cui il pubblico si gode la vista di eleganti cavalli riccamente bardati e dei loro cavalieri vestiti dei tradizionali costumi e disposti in 40 pariglie che, subito dopo questo passaggio di grande impatto coreografico, daranno il via alla giostra dell’anello, durante la quale si sfideranno nell’impresa di cogliere al galoppo la stella.

La giostra si conclude con Sa Remada, la corsa del Componidori sdraiato sul cavallo al galoppo, e ci si avvia, nel pomeriggio di questa giornata senza tempo, ad assistere ancora meravigliati alle acrobazie delle Pariglie, spericolate figure messe in atto dai cavalieri in gruppi di tre che sfilano volteggiando per le vie della Città.
Terminate le loro evoluzioni, i cavalieri lasciano ancora la strada al passaggio del Componidori che chiude il corteo e si dirige verso la sede del Gremio per il momento conclusivo della Svestizione. In un tripudio di suoni, colori, applausi e abbracci su Componidori “spogliato” della sua maschera divina torna ad essere un umano che potrà godersi insieme a tutti i presenti la festa che prosegue fino a tarda notte.

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Cosa vedere oltre Oristano
Oristano è collocata a nord della distesa pianura del Campidano, nella parte centro-occidentale dell’Isola, circondata da paesaggi naturali incontaminati e da altri siti di straordinario interesse turistico e culturale tra cui spicca l’area archeologica di Tharros città il cui abbandono, secondo gli studiosi, fu proprio all’origine dello sviluppo politico e religioso della vicina Oristano. A Tharros, situata verso il mare nella penisola del Sinis, si trovano spettacolari resti di insediamenti di Fenici e dei Romani e immancabili retaggi delle civiltà nuragiche patrimonio tipico ed unico della Sardegna che in prossimità di Oristano trova espressione e manifestazione nel noto complesso del Nuraghe Losa, altra destinazione imperdibile per chi non pago dei sapori medievali della Sartiglia volesse penetrare la terra sarda fino nelle viscere del tempo.

Foto: Archivio Fondazione Sa Sartiglia

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