Shanties, a Cracovia alla ricerca del senso del mare

25-28 febbraio 2016

Kraków, Polonia

Shanties

C’è un proverbio polacco che recita, tradotto: “meglio chiamare gli osti in terra che i santi in mare”. Parole sante, verrebbe da dire. Parole vere, se le pronuncia un marinaio. E se il marinaio è polacco, hanno il peso di una sentenza. Si perché, la Polonia ed il mare si accompagnano, da sempre, come due vecchi innamorati, teneri e generosi l’un con l’altro. Troppe cose han visto insieme, tante altre ne vedranno. Ma il mare, in Polonia, non appartiene solo a chi se ne riempie gli occhi tutti i giorni , vivendoci a ricasco. No, il mare, e il “senso del mare”, sono di tutti e per tutti. Strano: te l’aspetteresti in Spagna, a Malta, in Grecia, non nella fredda Polonia. Tant’è: la voglia di indipendenza e di intraprendenza che i polacchi hanno sempre avuto ben si identifica con l’assoluta libertà che il mare incarna. Troppo legati, a volte sopraffatti dal giogo delle potenze straniere di ogni tempo, i polacchi l’hanno giurata: “Jestem wolny jak morze”,”sono libero come il mare”…Forse, con questo stesso spirito, si mossero gli organizzatori di uno dei festival musicali più particolari e partecipati che si svolgono nell’Europa continentale, il Festival della Canzone Marinara, lo Shanties.

Mosca divise, Shanties unì
Tra il 1979 ed il 1981, con Mosca sempre più irritata dalle smanie democratiche della Polonia di Kana, e pronta all’intervento armato per stroncare la timida esperienza socialista polacca, frenato solo dall’altrettanto intervento conservatore ed autoritario del generale Jaruzelsky, il clima era irrespirabile, in Polonia. Anche per resistere ad anni di piombo così bui, Cracovia, da sempre centro culturale e città vivace, oltrechè mai doma, fu l’epicentro e la zona di propagazione di un evento che partì come un happening locale ma che nel corso degli anni si è via via nutrito del vento di libertà che è spirato sulle terre dell’Europa dell’Est. Shanties, dai primi anni Novanta ha indossatto, con completo agio, i panni del festival internazionale, con l’attenzione e il focus riservato anche a meeting più quotati. Sarà la distanza dal mare (Cracovia dista più di 500 chilometri dalla costa), sarà la pervicace volontà polacca di non piegarsi alle barriere, anche geografiche, ma Shanties è il festival musicale più marinaro che una città di terraferma possa ospitare. Quattro giornate dense di musica e mare.

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Trentasei e non sentirli
La prossima edizione si terrà dal 25 al 28 Febbraio 2016 e sarà la trentaseiesima : Cracovia apre il suo cuore a chi e a quanti vorranno essere proprio li in quei giorni: sale da concerto, taverne e locali ospiteranno decine di band, musicisti ed interpreti che con le loro canzoni di mare e marinai, racconti di lunghe traversate e sospirati porti, trascineranno il pubblico in un’atmosfera unica nel suo genere. Per chi vuole scoprire di più (armatevi di un vocabolario, il sito è solo in polacco) ecco dove curiosare: www.shanties.pl. Siate pronti a dividere un tavolino con una comitiva di portuali proveniente da Gdynia, non prendetevela se vi si chiederà di cantare a squarciagola quella canzone che parla di cuori trafitti col mare a far da consolatore; non esitate se vi si chiederà un parere sull’abbigliamento del vostro vicino, tanto desideroso di somigliare al famoso Cezary Rogalski. Infine, lasciate che il fumo delle locande, il sorriso delle cameriere, il fragore che solo il calore dell’alcol sa dare, vi guidino, vi conducano e vi facciano cittadini della “libera repubblica di Shanties”.

Cracovia: un abbraccio discreto
Sullo sfondo, Cracovia e le sue bellezze: le sue chiese romaniche, le sue vie e il castello di Wawel. Cogliete l’occasione perché Shanties e Cracovia vi raccontino il mare, la musica, la città. Lasciate che la “Firenze del Nord” vi parli la lingua solitaria dei marinai ma che vi scaldi con una tazza di czernina, o che vi proponga il sapore speziato della kielbasa di maiale. Che vi faccia sentire a casa, senza esserlo. Non sarà difficile calarsi con rispetto e curiosità, in uno di quei momenti così fondanti che hanno quel fascino misterioso di condurti lì dove volevi essere ma anche altrove. Che producano “appunti di viaggio” verso, però, più mirate esplorazioni. Shanties è solo l’inizio del viaggio: a voi la carta e la penna pronti per scriverne il prosieguo.

Foto: gentile concessione di Shanties

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